Il ministro: “Non è solo una questione di risorse, serve una visione”
Valorizzazione del personale sanitario, prevenzione e salute mentale sono i tre pilastri su cui si fonda la manovra in sanità prevista dalla legge di Bilancio. Lo ha spiegato il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto in collegamento dall’ospedale Pertini di Roma alla trasmissione Uno Mattina su Rai Uno.
“Nella manovra ci sono 6,5 miliardi di euro in più rispetto allo scorso anno, un dato importante – ha sottolineato Schillaci – ma non c’è solo un problema di fondi. È fondamentale anche capire come vengono utilizzati: per questo serve una visione”.
Entrando nel dettaglio, il ministro ha evidenziato come una parte significativa delle risorse sia destinata alla valorizzazione del personale sanitario, attraverso l’aumento delle indennità di specificità per chi lavora nella sanità pubblica. “È un tema che ci sta molto a cuore”, ha rimarcato.
Ampio spazio anche alla prevenzione, definita “cruciale in un Paese che invecchia”. “I dati Ocse ci dicono che l’Italia è oggi il primo Paese in Europa per aspettativa di vita – ha spiegato Schillaci – segno che il Servizio sanitario nazionale funziona. Ma dobbiamo investire di più per avere meno malati in futuro e garantire a tutti, indipendentemente dal reddito o dal luogo di residenza, le stesse opportunità di cura”.
Un capitolo centrale della manovra riguarda inoltre la salute mentale. “Dopo 13 anni è stato approvato un Piano nazionale dedicato – ha ricordato il ministro – con risorse specifiche per un ambito delicatissimo che coinvolge sempre più persone, spesso già nei primi anni di vita”.
Aggressioni al personale sanitario: “Serve un cambio culturale”
Schillaci è tornato anche sul tema delle aggressioni agli operatori sanitari. “Abbiamo inasprito le pene, arrivando fino all’arresto in flagranza differita – ha detto – e dai primi dati emerge un lieve miglioramento. Ma il punto centrale resta un cambio di rotta culturale”.
“È assurdo che vengano aggredite le persone che si prendono cura di chi è in difficoltà. Il dato più vergognoso è che il 70% delle vittime sono donne, spesso infermiere”, ha aggiunto, ribadendo la necessità di maggiore tutela e vicinanza a chi lavora nella sanità 24 ore su 24.
Ricerca e Irccs al centro della riforma
Infine, il ministro ha sottolineato il ruolo strategico della ricerca sanitaria. “Il Consiglio dei ministri ha approvato una nuova legge dedicata agli Irccs, luoghi fondamentali in cui si uniscono attività clinica e ricerca – ha spiegato – con l’obiettivo di aumentarne l’attrattività e favorirne la modernizzazione”.
Schillaci ha poi ricordato le campagne di comunicazione promosse dal ministero: dalla vaccinazione antinfluenzale, realizzata con il supporto della Rai, fino alla lotta all’antimicrobico-resistenza e all’uso improprio degli antibiotici. “Continueremo a investire sempre di più nelle campagne di prevenzione”, ha concluso.





