A soli 21 anni, Matteo Avanzini ha riportato l’Italia sul gradino più alto del podio mondiale dei pesos massimi di kumite, conquistando l’oro ai Campionati Mondiali di Karate al Cairo, a 17 anni dall’ultima affermazione italiana in questa categoria. In finale ha battuto l’iraniano Saleh Abazari, campione asiatico 2024, completando un torneo impressionante: dopo la sconfitta nel primo incontro del round robin, ha vinto tutti i match successivi senza subire neanche un punto.
Nato a Monza e cresciuto a Muggiò, Avanzini pratica karate fin da sei anni, ispirato dal mito di Karate Kid. Da due anni è anche a Castelporziano con la Guardia di Finanza, dove si allena e perfeziona la propria tecnica.
“Ottenere l’oro del Cairo è stato un sogno gigantesco, ma questo è solo l’inizio”, racconta Avanzini. Il giovane campione punta ora agli Europei e alla Coppa del Mondo 2026, ma il grande obiettivo resta le Olimpiadi. “Spero nel rientro del karate a Brisbane 2032. Arriverò con 28 anni, nel pieno della forma, e voglio vincere anche lì. Il karate merita di tornare ai Giochi e spero di contribuire a farlo rientrare”, spiega.
Avanzini vuole lasciare un segno duraturo nello sport che ama: “Da bambino non sognavo di diventare campione del mondo, ma di lasciare qualcosa al mondo del karate. Voglio vincere più titoli possibili per essere ricordato e far crescere il nostro sport”.





