
La bambina intossicata dal monossido a Firenze è in terapia intensiva: «Condizioni gravi ma stabili». Il padre e la madre avrebbero dovuto sposarsi a breve.
- Cronaca
- Dicembre 20, 2024
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La piccola, unica sopravvissuta della famiglia trovata senza vita nella propria casa di campagna a San Felice a Ema, è attualmente ricoverata all’ospedale Careggi, dove sta lentamente riprendendosi dalle esalazioni di monossido di carbonio che l’hanno lasciata in gravi condizioni ma stabili, danneggiando il suo sistema cardiaco. Dopo aver trascorso la notte in terapia iperbarica, la bambina di sei anni sta lottando per la vita. Quando i soccorsi sono arrivati ieri nel primo pomeriggio, gli altri membri della famiglia erano già deceduti: il padre Matteo Racheli, la madre Margarida Alcione e il figlio di 11 anni, Elio Racheli, nato da un precedente matrimonio. L’allarme era stato lanciato dalla madre di Elio, preoccupata perché non aveva sue notizie da ore.
La tragedia si è consumata a pochi mesi dal matrimonio tra Matteo e Margarida. I due avevano già comunicato al parroco di San Felice a Ema, don Floriano Donatini, il loro desiderio di sposarsi. Donatini, sei anni fa, aveva battezzato proprio la bambina che ora combatte tra la vita e la morte. La famiglia, che si era recentemente trasferita nella zona, viveva in una delle aree più belle di Firenze, tra le colline circondate da vigneti e uliveti, di cui uno era di loro proprietà. Spesso il loro cane e gatto correvano nel verde. La coppia gestiva anche una grande villa, adiacente alla loro, che affittavano agli ospiti.
Chi conosceva la famiglia ricorda la loro grande integrazione nella comunità, stimata e rispettata. «Siamo addolorati, li avevo incontrati con i figli sempre in momenti felici. Ricordo soprattutto l’energia di Margarida», ha detto il parroco. La preside della scuola della bambina ha descritto Margarida come una persona gioviale e sempre disponibile, sperando che la piccola possa salvarsi. I membri del circolo ricreativo di San Felice a Ema hanno aggiunto: «Margarida era sempre allegra e veniva quasi ogni giorno con la bambina per farle fare merenda».