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Rocca Priora, allarme sulla turnazione idrica imposta da Acea

agosto 12, 2017 • CIOCIARIA, Cronaca, Rocca Priora

Il Sindaco Pucci: “Nove ore al giorno senza acqua. Fortemente minacciati i livelli minimi”

A causa dei forti consumi e della conseguente riduzione della portata disponibile dal campo pozzi della Doganella, il gestore del servizio idrico ACEA ha comunicato al Comune di Rocca Priora un’ulteriore integrazione degli orari di turnazione, oltre quella già prevista nel territorio. La situazione si conferma critica nonostante la possibilità di derivare più acque dalle sorgenti del Pertuso, pertanto tutti i giorni, dalle 21 alle 6 è previsto lo spegnimento dell’impianto di sollevamento idrico “Montefiore”.

Questa misura si rende necessaria per favorire il corretto rinvaso del sistema di approvvigionamento e comporterà, di fatto, la sospensione dell’alimentazione idrica ai Piani di Caiano-Valle Latina, nelle Zone specificate così come da nota allegata.

“La comunicazione che abbiamo ricevuto da ACEA ci informa che aumenteranno le ore di interruzione del flusso idrico, è un’emergenza più che annunciata – spiega il Sindaco Damiano Pucci – e a farne le spese sono moltissimi Comuni del Lazio e migliaia di cittadini-utenti. Seriamente preoccupati per le ricadute sociali di questa situazione, avevamo chiesto una convocazione urgente della conferenza dei Sindaci del bacino idrico Ato2, ma siamo stati rimandati a Settembre. A Rocca Priora, già nel mese di Maggio era stato  convocato un Consiglio Comunale straordinario sull’emergenza idrica, al termine del quale è stata approvata all’unanimità una delibera per denunciare gli inadempimenti di ACEA ATO2 nel contratto di servizio. Le pesantissime interruzioni che siamo costretti ad osservare e che, dopo questa nota apprendiamo, aumenteranno ancora di più e ci preoccupano non poco poiché riteniamo fortemente compromessi anche i livelli minimi del servizio. Quello che ci fa sentire maggiormente penalizzati - conclude  Pucci – è che quando si è parlato di turnazioni a Roma c’è stata una mobilitazione generale di tutti i livelli di governo, mentre quando a pagare il prezzo della siccità sono i comuni della Provincia e, in questo caso, dei Castelli Romani e Monti Prenestini, tutti dormono sonni tranquilli”.

 

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