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Guidonia, 15 arresti per corruzione, tra questi la segretaria comunale di Valmontone

aprile 20, 2017 • Cronaca, IN EVIDENZA, Valmontone

Un vero e proprio “terremoto” si è abbattuto questa mattina sul comune di Guidonia con la Guardia di Finanza di Roma che ha eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare

nei confronti di politici, dirigenti comunali e imprenditori di Guidonia Montecelio rimasti coinvolti nell’inchiesta denominata “Ragnatela”. L’onda lunga del “terremoto” giudiziario è arrivata fino a Valmontone in quanto uno degli arrestati la dott. ssa Rosa Mariani è anche segretario comunale della città casilina, nominata i primi di novembre del 2016 dal sindaco Latini anche come responsabile della trasparenza e dell’anti corruzione. “Abbiamo appreso oggi con stupore la notizia – ha spiegato sui social il primo cittadino di Valmontone – che ha coinvolto il nostro segretario comunale, con contestazioni che risalgono ai tempi in cui lavorava presso il Comune di Guidonia. Esprimiamo alla dottoressa Rosa Mariani solidarietà e vicinanza sotto il profilo umano e professionale, convinti che avrà modo di dimostrare la correttezza del proprio agire. Totale e incondizionata fiducia nella magistratura per un lavoro articolato e complesso che farà emergere la verità dei fatti”.

 

Per molti degli arrestati a Guidonia l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, ma qualcuno deve rispondere anche di peculato e falso. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati nel corso della conferenza stampa che si è tenuta presso la Procura della Repubblica di Tivoli questa mattina alla presenza del Procuratore Capo Francesco Menditto che ha coordinato il pool di magistrati composto da Andrea Calice, Lelia Di Domenico, Filippo Guerra e Luigi Pacifici.

 

 

Secondo le prime indiscrezioni, i pm hanno chiesto e ottenuto il carcere per dodici persone mentre ad altre tre sono stati concessi i domiciliari. A Rebibbia su disposizione del Gip Alberto Michele Cisterna sono finiti l’ex segretario generale Rosa Mariani e i dirigenti comunali Angelo De Paolis, Gilberto Pucci e Gerardo Argentino, oltre ai funzionari Michele Maccaroni e Maurizio Rocchi. A Rebibbia sono finiti anche l’ex consigliere comunale di Forza Italia Alberto Morelli e Andrea Di Palma, ex vice sindaco e assessore alla Cultura, accusato di aver intascato una tangente per l’appalto sui trasporti insieme a Massimo Egidi, dipendente della Sap. In cella anche l’imprenditore Francesco Dei, 41enne titolare della Saitrav (anche lui inquisito) avrebbe consegnato una busta con 14 mila euro per il rilascio di un’autorizzazione finalizzata all’apertura di una nuova cava in un’area di due ettari in via Kennedy, a Villalba, e Antonio Sisti, 45enne geometra di Castel Madama e dipendente della “Mario Cipriani”, impresa appaltatrice del parcheggio di Montecelio: per il titolare dell’impresa il Gip ha respinto la richiesta di arresto, così come nei confronti di Maurizio P., un imprenditore di Guidonia sospettato di aver elargito tangenti. Misura cautelare in carcere anche per Stefano Ruggeri. Il Gip Cisterna ha invece concesso gli arresti domiciliari al titolare della Sap Antonio Pompili e ai liberi professionisti Andrea De Felice e Matteo Lombardi.

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