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Regione, GGIL; su Lazio Ambiente Zingaretti getta la maschera. Una vergogna infinita

marzo 17, 2017 • Colleferro, IN EVIDENZA, Politica, ROMA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Dopo l’incontro di ieri emergono, a fronte delle volontà del territorio di dare un contributo fattivo alla soluzione della vertenza, le vere intenzioni della Giunta Zingaretti su

Lazio Ambiente e sul tema dei rifiuti, e insieme alle intenzioni l’assoluto vuoto di idee e di capacità politica.
Dopo l’assemblea del 1 marzo dove i sindaci del territorio hanno espresso la propria condivisione ad un progetto complessivo sulla traccia della lettera scritta dalla FP CGIL nell’invitarli, e dopo che l’Assessore Regionale aveva espresso apprezzamento per il quadro progettuale, ieri in regione si è verificata l’ennesima inversione a U della Giunta Zingaretti.
Il progetto condiviso in quel dibattito si è sviluppato in quattro direzioni fondamentali per dare un contributo in termini di analisi.
1) Valorizzare i frutti di una battaglia sul ciclo dei rifiuti, riconosciuta come utile e sana dal MISE che ci collocava nel decreto di dichiarazione di crisi territoriale complessa e assegnava al territorio stesso risorse per chiudere il ciclo dei rifiuti.
2) Tutela del territorio ricostruendo un ruolo pubblico nel tema aprendo ampi spazi per il coordinamento dei soggetti pubblici già operanti del territorio anche con politiche premiali, che puntino a salvaguardare l’occupazione.
3) Salvaguardia del territorio, cui verranno lasciate in eredità una discarica e due termovalorizzatori, questi ultimi, in particolare, oggetto di annose polemiche riguardo all’impatto ambientale generato e al livello di efficienza dal punto di vista industriale, con un piano di salvaguardia della salute pubblica, con la definizione di una mission al riguardo per l’ospedale della città, sottraendolo alle polemiche sulla sua permanenza o dismissione e assegnandogli un ruolo di monitoraggio, prevenzione e diagnosi precoce per le patologie generale da uno sviluppo incontrollato.
4) Infine definire un modello di gestione delle risorse che impedisca di consegnare l’igiene urbana alla tentazione dei comuni di fare facile cassa, generando un ulteriore fallimento magari mutuando il modello di corresponsabiltà del sistema ATO.
Nella riunione di ieri abbiamo ascoltato la litania dell’ennesima proposta di documento, che per la terza volta viene promesso ma mai scritto, e il racconto giustificatorio, e anche pietoso, delle ragioni che hanno spinto la Giunta Zingaretti e la maggioranza del Consiglio Regionale a deliberare
di buttare a mare il lavoro di 500 lavoratori insieme ai 60 milioni di euro dilapidati negli ultimi tre anni.
L’unica salvaguardia definita nei documenti è stata fra l’altro ieri seppellita dall’annuncio della Lazio Ambiente, condivisa dai rappresentanti della Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti, di convocazione delle rappresentanze sindacali per ufficializzare l’ennesima procedura di esubero di personale.
Insieme a questa la Lazio Ambiente e la Regione hanno annunciato la presenza di un contenzioso con il socio della EP Sistemi, che ha tutte le caratteristiche di una lite fra soci sull’utilizzo delle risorse, con il rischio concreto di trascinare la lite nelle aule di Tribunale e la EP Sistemi, insieme a Lazio Ambiente, ormai esangue, nella fossa.
Questo lascerebbe nel territorio un ulteriore dramma occupazionale sul quale la rappresentanza della Giunta Zingaretti al tavolo ha inteso dare manforte. Nel corso della riunione, infatti, l’amministrazione guidata da Zingaretti, ha ricordato ai comuni presenti all’incontro che entro dicembre devono bandire le gare per l’assegnazione degli appalti per la raccolta dei rifiuti.
Quindi non solo si scappa ma si indica di aprire addirittura il mercato al sistema privato con i rischi che questo comporta in termini di legalità, occupazione e tutela ambientale della salute.
Nel corso della riunione è emerso anche che nei siti parrebbe si sia rinvenuta la presenza di cromo esavalente, composto metallico notoriamente cancerogeno, ed auspichiamo perciò che i sindaci del territorio, a partire dal Sindaco Sanna che ha dato l’allarme nella riunione agiscano immediatamente nell’interesse superiore della popolazione.
Per quello che ci riguarda inizieremo a lavorare in direzione della tutela della salute dei lavoratori di Lazio Ambiente e del risarcimento del danno ormai fatto loro dalla azienda della Regione, Analogamente metteremo a disposizione del territorio i nostri strumenti per far emergere le responsabilità nei danni alla salute dei cittadini e chi ha sbagliato paghi il conto che ne consegue, a partire dalle responsabilità della dirigenza aziendale e della proprietà, che dalla responsabilità di tale disastro non potranno esimersi, a partire dalla quella politica per arrivare a quella civile e penale.
Crediamo che la soluzione della vertenza non possa prescindere dalla assunzione di responsabilità della Giunta Zingaretti nell’ammettere l’inadeguatezza del progetto regionale di liquidazione della Lazio Ambiente, nel rilancio della governance pubblica sul tema della gestione dei rifiuti e nella messa in campo di garanzie concrete, e non solo a chiacchiere, a tutela dell’occupazione, della salute pubblica, e dello sviluppo del territorio in un quadro propositivo e di volontà di contribuire alla soluzione oltre che alla creazione dei problemi.
Chiediamo che la Regione faccia macchina indietro sul progetto scellerato e iniquo su un territorio che ha già pagato un prezzo salatissimo agi interessi regionali e di Roma e si dimostri capace di dare ascolto alle istanze che da esso provengono, coordinarle e svilupparne le potenzialità suggerendo cosa fare e smettendo con la fuga dalle responsabilità a colpi di “non si può fare” a cui manca solo la giustificazione spregevole del “L’europa non vuole” dopo quella già espressa del “è colpa del Ministro Madia”.
Chiediamo ai Sindaci che hanno condiviso con noi la riunione, l’assemblea del 1 marzo, e il progetto che ne è scaturito, di essere al fianco dei lavoratori nelle ore di lotta in difesa dell’occupazione, del territorio e della legalità che questa vertenza rappresentano.
Chiediamo ai lavoratori di mobilitarsi contro questo mostruoso ed incomprensibile comportamento della Giunta Zingaretti per rovesciarne i contenuti ed ottenere le garanzie necessarie per il futuro del lavoro e dei cittadini.
Chiediamo altresì alla Ministra Madia di sconfessare la Giunta Zingaretti rifiutando la responsabilità di aver generato con i suoi atti l’affondamento di un’azienda che da anni è stata presidio contro le infiltrazioni mafiose, ha tutelato l’occupazione e il territorio, con il contributo dei comuni presenti ieri al tavolo regionale e che la Giunta Zingaretti ha inteso perfino insultare con un Assessore che ha abbandonato la riunione dopo 15 minuti dimostrato la assoluta mancanza di rispetto istituzionale verso i Sindaci e verso i Cittadini che essi rappresentano.
Il Segretario Generale FP CGIL
Roma Sud – Pomezia – Castelli
(Fabrizio Samorè)

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